terça-feira, 12 de abril de 2011

LA CADUTA DEI PONTI CAUSA DANNI - Guatemala

LA CADUTA DEI PONTI CAUSA DANNI La caduta di 18 ponti principali sul territorio nazionale ha isolato numerose comunità in una decina di dipartimenti, alcuni di quei ponti erano già stati distrutti in calamità precedenti. “Ci sono varie comunità isolate, per esempio la parte sud di Baja Verapaz, dove sono stati distrutti i ponti La Canoa y Concuá, e altri a Sololá” ha affermato il presidente Alvaro Colom.


I ponti della Baja Verapaz sono stati travolti dalla piena del fiume Motagua. “Pensavamo di collocare un ferry, ma a causa della forza delle acque abbiamo deciso di no, così stiamo pensando ad altre soluzioni” ha detto il presidente.Sebbene siano ufficialmente 18 i ponti crollati, il Coordinamento Nazionale per la Prevenzione dei Disastri (Conred) ha ricevuto ufficialmente relazioni di almeno 106 ponti distrutti, ma le autorità hanno chiarito che si tratta di ponti provvisori o pedonali.


Oltre ai problemi per i ponti, molti tratti stradali erano ancora in attesa di essere liberati dai ostruzioni e frane, come la CA9-Sud, nel tratto da Amatitlàn a Palìn, Guillermo Castillo,Ministro delle Comunicazioni, ha informato che alla mezzanotte di ieri sarebbe stata apera una corsia nel senso di marcia da Palìn a Amatitlán. Altre strade importanti, come la CA2-Oriente, è bloccata per la caduta del Ponte Beatriz de la Cueva a Santa Rosa.


Ricostruzione milionaria. Il processo di ricostruzione costerebbe oltre mille milioni di quetzales, dato che solo per le abitazioni dovrebbero essere spesi oltre 500 milioni di quetzales. Inoltre, fonti del settore delle infrastrutture hanno assicurato che la rete viaria supererebbe la cifra delle risorse necessarie per la loro ricostruzione, cioè più di 500 milioni, e per questo si arriverebbe a mille milioni di quetzales. “Aspetterei che domani mattina – oggi – ci fosse la prima bozza di una cifra realista, per ottenere risorse, sia del paese che prestiti esterni. Vorrei che non ci dovessimo indebitare molto, e c’è la solidarietà dei paesi amici, che si sta già manifestando”, ha detto Colom.


Per il periodo in cui si porterà a termine la ricostruzione, il presidente ha detto che esiste la possibilità che nei lavori di ricostruzione si possa contrattare manodopera degli residenti.Colom ha reso noto che ha dato istruzioni ad Alberto Fuentes, ministro delle Finanze, perché si faccia una preventivo del budget previsto per la ricostruzione.


Ha anche annunciato che c’è stata l’offerta della Banca Interamericana per lo Sviluppo (BID) di 400 mila dollari americani come prestito non rimborsabile.Inoltre oggi è prevista la visita di funzionari del BID e della Banca Mondiale (BM) per valutare le risorse di cui c’è necessità. Inoltre c’è attesa perché il Ministero delle Finanze faccia le pratiche per il pagamento del prestito di 85 milioni di dollari autorizzato dalla Banca Mondiale, che ha bisogno della ratifica dello stato di calamità da parte del Congresso.


In mattinata Colom ha dichiarato a Los Amates, Izabal, che la metà della Costa Sud”era distrutta”, riferendosi alle coltivazioni di canna da zucchero e banane, e l’allevamento di gamberi. “Dicendo il 50% pensavo a che da San Josè (Escuintla) fino alla frontiera con El Salvador, che credo essere la metà della Costa Sud, si sono perse tutte le coltivazioni, è tutto inondato”, ha aggiunto.Il presidente ha ha affermato che saranno assegnate delle risorse per la ripresa agricola, e per questo ha designato il ministro Juan Alfonso De Leòn perché preveda un procedimento adeguato. Gli aiuti arrivanoColom ha sottolineato che la Colombia offrirà da domani un aereo C-130 e un elicottero.


Il Messico darà un altro elicottero e l’Honduras altri sei. Così si consoliderà il ponte aereo che è già iniziato a partire da ieri, nonostante le segnalazioni dell’Aeroclub di non permettere il volo con aerei ad ala fissa per distribuire aiuti. “Siamo pochi e già iniziamo a ricevere gli aiuti” ha riferito Armando Asturias, rappresentante dei piloti privati dell’Aeroclub. A questa rimostranza si è aggiunta Roxana Baldetti, deputata del Partido Patriota, che ha segnalato che non si permette distribuire gli aiuti che già sono disponibili.


Le autorità hanno spiegato che ciò avviene perché bisogna finire di pulire le piste per autorizzare i voli degli aerei, anche se questo non ha convinto i perplessi. Come conseguenza della pioggia provocata dalla tormenta tropicale Agatha, il numero di persone morte è aumentato questa notte a 123 e non si conosce la destinazione di altre 90. La Conred ha divulgato le ultime cifre, che elencano anche 69 persone ferite, 22.747 in condizioni di rischio e 50.200 trasferite in alloggi e 155.185 evacuate. Inoltre oggi sono riprese le classi in Petèn, che è il dipartimento meno colpito e in modo graduale riprenderanno a frequentare le scuole gli studenti dei municpi mano mano che passi l’emergenza.

segunda-feira, 11 de abril de 2011

Jogos Militares: Atleta do 6º Batalhão de Engenharia de Combate (6º BECmb) será o único representante do RS no futebol


Sandro Perlin (D), com o pentacampeão Cafu.



Antes das Olimpíadas, o Brasil receberá o primeiro "teste de fogo", para as competições, reunindo as forças militares do mundo inteiro.


Pela primeira vez e em sua quinta edição no geral, os Jogos Mundiais Militares, organizados pelo Conselho Internacional do Desporto Militar (CISM, em inglês), acontecem no Rio de Janeiro de 16 a 24 de julho.


E o único gaúcho convocado para o futebol, é integrante do 6º Batalhão de Engenharia de Combate (6º BE Cmb). Sandro Rodrigues Perlin está no Rio, em preparação para a disputa do futebol masculino nos jogos.


Ele salienta que a preparação está sendo intensa, sendo que ela ocorre há um ano e meio. Por email e internet, o atleta destaca ainda que a equipe está imbuída no objetivo de conquistar o título do futebol militar. "Em novembro, conquistamos a Copa das Américas Militares, em Suriname, e esperamos conquistar mais um título, pela tradição que o país tem no esporte", frisou.


O futebol deverá iniciar em 15 de julho, sexta-feira e ter sua final em 24 de julho, dia de encerramento dos jogos. Ele também terá a disputa da modalidade feminina, que vem crescendo no mundo da bola.

domingo, 10 de abril de 2011

Requipamento do Material de Engenheiros do Exército da Argentina

Atego 1725-42 en versión cisterna.


Potabilizador modelo FOI "Ejercito Argentino" del cual se han fabricado hasta el momento 24 unidades de las series 1 y 2. Tres ejemplares están prestando servicio en Chile y el sur argentino con motivo de la erupción del volcán Chaitén.





Equipo purificador de agua Stellar AB3 repotenciado. Está compuesto por dos piletones de 10.000 lts (uno para la decantación y otro para el almacenamiento del agua potable) y dos motobombas a nafta de 5000 lts/h. Fue modernizado con el reemplazo de las dos motobombas y la reparación de la unidad de filtrado y los piletones. Se transporta sobre un semirremloque.

Los Zodiac FC 470 son propulsados por motores Mercury Envirude de 55 HP, de los cuales se adquirieron 131 unidades.




Los batallones y compañías de ingenieros se reequiparon durante el 2007 con 130 semirrígidos Zodiac FC 470 para reemplazar a los viejos Ferramar nacionales con motores de 50 HP

Entrega de materiales de ingenieros para el Ejército Argentino


El 9 de agosto de 2008 se presentó nuevo material que será incorporado a las unidades del Arma de Ingenieros del Ejército Argentino (EA).

El material fue expuesto en el Batallón de Ingenieros 601 (B Ing 601) ubicado en Campo de Mayo, durante la conmemoración del día del arma de Ingenieros.


Entre el material que pudo apreciarse se pudo ver una cabeza tractora IVECO Stralis con semirremolque para el transporte de máquinas viales, un camión IVECO Eurocargo Tector 170 E22 con caja volcadora y una pala retroexcavadora Komatsu WB140.


Los camiones son fabricados por IVECO Argentina en el país.

El Ejército de Chile crea la Fuerza de Tareas de Emergencia

Material de Ingenieros del Regimiento de Ingenieros Nº 5 "Punta Arenas"

En junio de 2009 fue presentada al público chileno la Fuerza de Tareas de Emergencia, una unidad de reciente creación de apoyo civil contra catástrofes.


La fuerza de Tareas de Emergencia se conformó en la jurisdicción de la V División de Ejército (V.D.E) y cuenta con fracciones de transporte, abastecimiento, ingenieros, sanidad, una PARME (Patrulla de Rescate de Montaña del Ejército), un pelotón aéreo y una Brigada de Incendios conformada por personal de la CONAF (Corporación Nacional Forestal).


Los equipos a disposición de esta unidad son de dotación de las distintas unidades de la V. D.E. La PARME de la Fuerza de Tareas se conforma con personal de la Compañía de Comandos Nº5 “Lientur”.

Die Panzerpioniere der Bundeswehr

Pionierpanzer Dachs.

Leopard 2 Pionierpanzer 3 Kodiak Combat Engineer Vehicle

1 Combat Engineering Regiment constructs a checkpoint at an Afghan Polic...

United States Combat Engineers

Basic Combat Engineer

Combat Engineer School

1371 Marine Combat Engineer

Army MOS 21B Combat Engineer

Army Combat Engineer Cadence -- AIT Graduation September 25, 2009

Australian Army Engineers

British Military Engineering Operations in Iraq

Military and Civil Engineering

Engineering Russian Military Devices

Enchente no Sul de Minas Gerais


Enchente na Austrália

As regiões de Chinchilla e Dalby foram declaradas zonas de catástrofe

Brazilian Army Engineering - Revitalização do Rio São Francisco


Brazilian Army Engineering - Revitalização do Rio São Francisco

Brazilian Military Engineering - Placa de concreto - região divisa PB/PE

Brazilian Military Engineering - Placa de concreto

Brazilian Military Engineering - Construção de terra-armada no viaduto de acesso ao aeroporto de Bayeux

Brazilian Military Engineering - Construção de terra-armada

no viaduto de acesso ao aeroporto de Bayeux

PROCESSO DE INSCRIÇÃO PARA O 16º CONTINGENTE CIA ENG HAITI

Encontra-se disponível na intranet do DEC, as orientações para o processo de inscrição de militares voluntários para o 16º Contingente de Engenharia de Força de Paz do Haiti.


Os voluntários deverão estar dentro dos seguintes universos:


1) Militares da Arma de Engenharia.

2) ST/Sgt da Arma de Comunicações.

3) ST/Sgt do Serviço de Intendência (com experiência em rancho).

4) ST/Sgt do Quadro de Material Bélico (mecânico de armamento e mecânico auto).

5) ST/Sgt do Serviço de Saúde.

6) ST/Sgt do Serviço Topografia.

7) Sgt QE (operador Eqp Eng, pedreiro, eletricistas predial, bombeiros hidráulicos e armadores e cozinheiros).

8) Taifeiros

9) Cb/Sd (turmas de 2007 a 2010 - operadores Eqp Eng, pedreiros, eletricistas predial, bombeiros hidráulicos, armadores e cozinheiros).

A Arma de Engenharia do Exército Brasileiro


A Origem da Arma da Engenharia é encontrada no Exército Português. No início, as missões da Engenharia eram estritamente ligadas À necessidade da guerra de sítio, realizando obras de fortificações e obras civis, tais como fortes, edifícios, aquedutos, estradas, pontes, etc. O Engenheiro era mais "doutor" do que soldado... A vinda de D. João VI para o Brasil, fugindo das tropas de Napoleão, impôs a necessidade de se reforçarem as fortificações, ainda hoje existentes em pontos estratégicos do nosso litoral e nas mais distantes fronteiras terrestres.


Para isso, os melhores nomes da Engenharia Portuguesa foram convocados, formando-se sob a orientação desses homens o embrião da Engenharia Militar em solo brasileiro. Da natureza do seu trabalho, surgiu o símbolo da Arma, o "castelo".


Já no século XIX, vamos encontrar a Engenharia Militar no seu trabalho silencioso e diuturno em prol da segurança interna e do desenvolvimento das regiões carentes. Em 1880, a Lei Federal n° 2.911, de 21 de setembro, previa o seu emprego "na construção de estradas de ferro, de linhas telegráficas estratégicas e outros trabalhos de engenharia pertencentes ao Estado..."


Em 1901, o 1° Batalhão de Engenharia recebe a missão de construir uma estrada de ferro, ligando o Noroeste Paranaense a Mato Grosso. Após um ano de trabalho, termina a tarefa e logo recebe outra: "construir os aquartelamentos e residências da Vila Militar no Rio de Janeiro". Missão Recebida, Missão Cumprida!


Mas muito ainda estava reservado à Engenharia, em sua luta para o progresso do nosso Brasil! Originário do 1° BATALHÃO DE ENGENHEIROS de 1855, transformado em 1° B Fv em 11 Dez 1919, atual 10° BE Cnst, dá início, no Sul do País, à nova arrancada para o desenvolvimento, tendo, hoje, em seu acervo, mais de 2.000 km de ferrovias construídas.


São criados novos Batalhões de Engenharia, que vão trabalhar na construção do Tronco Sul, possibilitando a ligação de Brasília/DF com o porto de Rio Grande/RS, tornando realidade vários ramais ferroviários, estradas de rodagem e imponentes obras de arte, sendo algumas as maiores e mais altas da América do Sul. Do suor, do sangue e das privações pelas quais passam os que ali labutam, vai nascendo o progresso...


Em 1955, nasce em João Pessoa/PB, o 1° Grupamento de Engenharia de Construção, enquadrando quatro Batalhões atualmente sediados em: 1° BE Cnst (Caicó/RN), 2° BE Cnst (Teresina/PI), 3° BE Cnst (Picos/PI) e 4° BE Cnst (Barreiras/BA). Difícil é descrever o que forma os primeiros tempos. Oficiais e Praças, oriundos da Região Centro-Sul estranhavam as agruras do sertão. Os Batalhões cumprem missões do Maranhão à Bahia.


Ferrovias, rodovias, casas, escolas, hospitais, aquartelamentos e açudes são construídos, poços são perfurados. O mercado de trabalho é ampliado... O auxílio aos flagelados, distribuindo gêneros alimentícios, dando-lhes assistência médico-hospitalar e orientando a mão-de-obra local na construão de obras que iriam beneficiá-los, marca a presença no Nordeste brasileiro. - "A presença do Grupamento de Engenharia de Construção, em qualquer iniciativa administrativa, infunda tanta confiança, que se tornou padrão de critério e de honestidade da aplicação de verbas orçamentárias."


Quinze anos após a criação do 1° Grupamento, nasce, um 1970, o 2°, na Região Amazônica. é necessário ajudar o desenvolvimento daquela Região. Enfrentam-se perigos e dificuldades: a malária, as chuvas, a violência dos rios, a logística, a selva... O trabalho continua célere, abrem-se estradas, constroem-se casas, melhora-se o abastecimento de água das cidades. Liga-se a Amazônia ao Sul do País, integrando-se todo o território nacional.


Atualmente, somos três Grupamentos de Engenharia trabalhando em prol da segurança e do desenvolvimento do nosso País. E hoje, quando olhamos este nosso Brasil uno, forte e já bastante desenvolvido, nço podemos esconder uma parte de orgulho, e nos lembramos das palavras do então Comandante do 5° Batalhão de Engenharia de Construção, Coronel WEBER, que sintetizam a honra e a glória de pertencermos à Arma de Engenharia: - "Sabemos que há algo muito importante a ser feito, algo sólido e que influirá no futuro do Brasil, mas será alguma coisa que, uma vez concluída, nos dará a cada um, no decorrer da vida, o direito de dizer com o mais justo, o mais puro e mais tranquilo orgulho: EU NÃO VIVI EM VÃO."(Cel WEBER)


O apoio de Engenharia às operações da Força Terrestre brasileira porém, surgiu com o nascimento do nosso Exército, nas lutas contra o invasor holandês. Naquela ocasião, o Capitão João Barbosa de Souza comandou a construção e a operação de uma portada de circunstância, para permitir ao Exército patriota atravessar, por navegação retida, o rio Taparucá, então em grande cheia, operação que o inimigo não foi capaz de realizar.


A portada possibilitou uma transposição para a retaguarda, preservando as forças nacionais que logo mais iriam imortalizar a vitória de Guararapes.O Brasil ainda era Império quando entrou em vigor a legislação autorizando o emprego dos meios militares de Engenharia na construção da malha viária e telegráfica do país.


Foi o início da institucionalização das Obras de Cooperação, no qual distinguiu-se o notável Marechal Rondon. Solução criativa e inteligente para, com baixo custo e, simultaneamente, com benefícios para o desenvolvimento do país, realizar o adestramento da tropa.


Os testemunhos dos comandantes de companhia do 9° Batalhão de Engenharia de Combate, da FEB, mostram que a experiência adquirida nos batalhões de construção lhes capacitou a bem comandar em combate. Nossas recentes forças de paz buscaram especialistas naquelas Unidades, permanentemente adestradas.Partícipe, mais do que secular, da construção da infra-estrutura do nosso país e dos combates que o Exército Brasileiro precisou enfrentar, a Arma de Engenharia, por intermédio das Obras de Cooperação, já foi pioneira no Sul, no Nordeste e no Norte. Na região sulina, estabeleceu o Tronco Principal Sul, cujos trilhos alcançaram nosso capital.


Ao Nordeste, foi levada para cooperar na luta contra os efeitos das estiagens. Hoje, continua participando da moderna conquista e manutenção da Amazônia, vislumbrada pelo General Rodrigo Octávio, epopéia tornada realidade por tantos que se orgulham de integrar a Arma Azul Turquesa de Vilagran Cabrita.

João Carlos Villagran Cabrita - Patrono da Arma de Engenharia do Exército Brasileiro


João Carlos Villagran Cabrita nasceu em Montevidéu, onde seu pai oficial brasileiro estava a serviço, no dia 30 de dezembro de 1820. Vinte e dois anos mais tarde, foi declarado alferes−aluno. O 1º Batalhão de Engenheiros, em junho de 1865 tendo Villagran como fiscal administrativo , partiu de seu quartel na Praia Vermelha (RJ) para o teatro de operações da Guerra da Tríplice Aliança, vindo a empenhar−se em sérios embates no final daquele ano.


Em 1866,o major Villagran Cabrita assumiu o comando do batalhão em decorrência do afastamento do comandante efetivo que fora comandar uma brigada auxiliar de Artilharia. O Exército Imperial brasileiro marchava, célere, contra o inimigo, quando defrontou−se com o caudaloso rio Paraná. Àquela altura, o ritmo da campanha impunha uma complexa transposição de curso de água, e o Passo da Pátria foi a área de travessia selecionada.


Na margem paraguaia, o Forte de Itapiru pairava imponente e, do lado argentino, a imensa planície da Província de Corrientes proporcionava excelentes posições de artilharia. Quase no meio do rio, na frente do Itapiru, existia uma ilha na verdade um banco de areia coberta por vasto capinzal. Essa ilha, mais tarde denominada ilha da Redenção ou do Cabrita, iria transformar−se em cenário de sangrentos combates e altar de glórias. Villagran Cabrita desembarcou naquele local, na madrugada de seis de abril de 1866, com seu batalhão de 900 homens, quatro canhões La hitte e quatro morteiros, indo juntar−se ao 7º Batalhão de Voluntários da Pátria, ao 14º Provisório de Infantaria e aos voluntários das províncias do Norte.


Os couraçados Bahia e Tamandaré e duas canhoneiras realizavam os fogos de proteção. Os soldados de Villagran trabalharam incessantemente, preparando a defesa dessa base insular, pois era previsível que o inimigo tentaria recuperá−la em curto espaço de tempo. O esforço não foi em vão. Às quatro horas do dia dez de abril, mais de onze mil adversários, protegidos pela densa escuridão da madrugada, contra−atacaram as posições brasileiras que tinham à sua frente a figura vigilante e intrépida de Cabrita.


A impecável atuação da Esquadra brasileira e o destemor dos soldados de terra negaram ao inimigo a retirada que este tentou empreender. A refrega foi renhida. Mais de 600 corpos do inimigo pontilharam o arenoso solo da ilha e outros tantos foram arrastados pelo rio tinto de sangue. Amanhecia o dia dez de abril de 1866, quando, finalmente, as vibrantes notas dos clarins do batalhão encheram os céus com o toque da vitória. O lamentável, no entanto, estaria por acontecer. Villagran, enquanto redigia a parte de combate a bordo de um lanchão, foi atingido por uma bala de canhão 68 que ceifou−lhe a vida, interrompendo−lhe a brilhante carreira.


Justas homenagens foram prestadas à memória do bravo combatente, destacando−se a concessão da insígnia de Cavaleiro da Ordem de Cristo pelo Governo Imperial. Entre outras, uma unidade do Exército, o Batalhão Escola de Engenharia, sediado em Santa Cruz (RJ), recebeu o glorioso nome de Villagran Cabrita e a honra de manter acesa a chama do heróico Batalhão de Engenheiros. É por demais justa a escolha dessa figura imortal para o patronato da Arma de Engenharia, cujo símbolo − o castelo lendário − perpetua o trabalho dos seus integrantes e abriga, como um templo, as tradições e os feitos do seu ilustre Patrono. Patrono da Arma de Engenharia

Royal Engineers using M2 Amphibious Bridging

Rhine River Crossing - 1978 12th Engr Bn (River Rats - Echo Hard)

Off-roaders crossing heap-deep river